Report, i silenzi del sindaco, le domande sul Pnrr. E c’è chi sogna cemento e “comparti”.

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Effetti collaterali. Nei giorni successivi all’intervista non si parlava d’altro. Sulla “brutta figura” di Rotice (sindaco di Manfredonia) c’era poco da dire. Ci si interrogava sui milioni in arrivo, mentre sui ghetti non si diceva niente perché nessuno sapeva niente.

E’ stato presentato (approvato in Giunta oltre un mese fa) un “piano”, costruito a tavolino, per utilizzare oltre 53 milioni di Euro. Si propone di spostare gli immigrati (6.000 tra la pista e gran ghetto ) nei borghi “fascisti” intorno a Foggia: Mezzanone (frazione anomala di Manfredonia, da cui dista 40 Km), Incoronata, Cervaro, Segezia, Giardinetto, questi ultimi a 10 – 15 km dal capoluogo verso i Monti Dauni. Escluso totalmente l’agro di Manfredonia. La lettura storica si ferma alla bonifica fascista. Non tiene conto della Riforma fondiaria degli anni ’50, con centinaia di poderi e villaggi (Fonte Rosa, Beccarini, Amendola…), né dei piccoli insediamenti, sparsi nel Tavoliere. Nuove famiglie che provano a costruirsi un futuro (film “Le vite accanto” di Luciano Torniello, patrocinato dal Comune di Manfredonia).

Conosco il Tavoliere, ci ho vissuto, lavorato alla raccolta dei pomodori, partecipato all’organizzazione di campi di accoglienza… Ho visto insediamenti stagionali (polacchi, bulgari…), che si smontavano a fine campagna, mentre altri si trasformavano in ricoveri duraturi e malsani. Tutto è raccontato in “Le radici e le ali” (giornale dell’Associazione interetnica migrantes). Eppure ci sono aspetti che sorprendono sempre.

Pochi giorni fa ho conosciuto una famiglia (religione Sikh) con tre minori sotto i 4 anni, (non la sola, mi hanno detto). A sei anni i bambini potranno frequentare la scuola a Borgo Mezzanone. Il pulmino “scuolabus” di Manfredonia attiva il trasporto in tempi brevi. Quanti sono i minori nelle campagne? Per saperlo, anni fa, si avviò un “Progetto infanzia” con un Camper attrezzato per monitorare i minori, fornire aiuto alle mamme. Queste famiglie hanno una rete di rapporti familiari, etnici, religiosi, una “casa comune” dove incontrarsi. La Casa dei diritti a Manfredonia (costata un milione di Euro, inaugurata nel 2014) avrebbe dovuto effettuare un censimento degli immigrati, dei vari gruppi etnici e religiosi…

Ogni intervento per gli immigrati è complesso, intreccia lavoro, casa, trasporti, lingua-scuola, salute, caporalato. E sono anche necessarie le conoscenze dirette dei luoghi, le distanze… Il campo di accoglienza a Borgo Mezzanone dava ospitalità notturna a un centinaio di lavoratori stagionali, servizi docce e pasto serale per tutti i richiedenti. Si volle dare “stabilità”: strutture in muratura, bagni e docce piastrellati. E gli immigrati scomparvero. Perché? I campi di raccolta si erano allontanati. Procedeva in modo pragmatico il viceprefetto Sergio Mazzia, favorendo, ad esempio, l’acquisto da parte degli agricoltori, a prezzo vantaggioso, di roulotte dismesse dalla protezione civile. Le critiche? Non erano decorose! Come non lo erano le casette in legno usate nelle aree terremotate!

Ho visitato più volte il Tavoliere con giornalisti, stagisti… incontrato agricoltori, braccianti immigrati, quelli che a decine da Foggia, Orta nova, Carapelle si spostano in bicicletta per strade impraticabili… Dopo aver attraversato le campagne tutti erano sollecitati a ripensare diversamente la questione. Il giornalista Apollonio ha descritto alcune situazioni con articoli che la direzione del suo giornale definiva originali e inconsueti.

L’aspetto più scandaloso sono le strade (specie nell’agro di Manfredonia), si procede a passo d’uomo, in alcune è vietato totalmente il transito. Con una viabilità precaria tutto diviene difficile: la mobilità delle persone, la produzione, la raccolta dei prodotti… Eppure la ricchezza della Capitanata è l’agricoltura; questa provincia è ai primi posti a livello nazionale per esportazione, e, con il comparto agroalimentare, raggiunge un Pil superiore a molte province del centro e del Nord. (Federico Pirro).

Come nasce una città, un borgo? I luoghi si popolano perché sono aree di scambio, di servizi… ma possono essere facilmente abbandonati.
Si prova, sperimenta, all’inizio ci sono sempre strutture smontabili, flessibili… che potranno divenire definitive. Il piano destina a queste 5 milioni, mentre a nuove costruzioni e ristrutturazioni quasi 32 milioni. Pensare di trasportare gli immigrati nei borghi come gli indiani nelle riserve, lontano dai campi di lavoro è rischioso. Sul fenomeno e sui soggetti occorre uno sguardo privo di pregiudizi e schematismi. I ghetti non raccolgono una massa informe: dentro ci sono quelli che lavorano, sono in regola. stanno lì perché non pagano nulla e mandano più soldi a casa (come gli emigrati italiani), poi ci sono quelli che si nascondano, quelli che si proteggono insieme… Occorre avvicinarsi con quel rispetto che aveva padre Arcangelo Maira (morto nel 2021): si spostava in bici, nel ghetto insegnava italiano, lì aveva attrezzato una piccola officina per biciclette… Abitare i nuovi luoghi? Devono trovare la convenienza. Dimenticare, però, l’agro di Manfredonia, l’area del Tavoliere più fragile e trascurata, è una scelta grave.

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