La città bollente. Arginare i mutamenti climatici? Forse ci salvano solo le azioni concrete.
Si soffre. Si accetta. La temperatura superficiale del mare ha superato a giugno sulle nostre coste di 5-6 gradi la media degli anni passati. Ondate di calore, siccità, precipitazioni improvvise, incendi… L’incidenza sulla vita quotidiana delle persone è evidente a tutti.
La letteratura scientifica ha accertato da tempo il legame tra combustibili fossili, CO2, riscaldamento globale. Eppure il riscaldamento del pianeta è negato da un fronte vasto di governi, lobbie potenti e insofferenti di organismi internazionali, rendite di posizioni acquisite… Affrontare il “gran caldo” significa fare i conti con le fratture tra ricchi e poveri. Senza una prospettiva equa e solidale non si può contrastare il riscaldamento globale. In Francia la proposta di fermare i condizionatori a 26 gradi ha suscitato reazioni e proteste, in Italia è diffusa la pretesa di mantenere la stessa temperatura in estate e inverno. La lotta ai cambiamenti climatici esige un costo enorme e la politica deve fare in modo che i “sacrifici” siano sostenuti da tutti.
Ruolo della scienza. Cresce il consumo di tecnologia e diminuisce la fiducia nella scienza. Si diffondono credenze antiscientifiche, lo abbiamo visto con i no vax, la xilella, la difterite a Palermo. Il consenso verso la scienza non può essere incondizionato. Gli scienziati devono mostrare i risultati e i limiti, ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo. Ostentare sicurezza da un lato e la cattiva divulgazione dall’altro generano pessimismo rispetto al futuro. “Speranza in un mondo diverso, quella proprio non so cosa sia”, dice un giovane, pur attivo e impegnato in varie iniziative sociali. I modelli climatici sono modellati sul passato, ma se la temperatura aumenta di due gradi nessuno sa prevedere cosa accadrà. “Entreremmo in una terra incognita“, nella quale potrebbero emergere fenomeni imprevedibili.
Ruolo della scuola. Educazione scientifica a partire dalla scuola materna, suggerisce il Nobel Giorgio Parisi. Per Montessori l’educazione scientifica è un processo naturale. Non si trasmette con le parole ma con l’esperienza, conta la curiosità di chi insegna. Importante è la storia della scienza, il cui studio mostra come essa procede per tentativi ed errori e può ridare fiducia alla scienza.
Il riscaldamento globale è drammatico e irreversibile. Sui media sono stati registrati i fatti di cronaca, i morti per il caldo, ma inesistente il dibattito pubblico sule cause profonde del problema. In UE la scelta di non parlarne e di pensare solo agli armamenti è irresponsabile. Servirebbero mezzi antincendio, Canadair, protezione civile adeguata, interventi sul dissesto idrogeologico, riforestazione urbana, espansione delle rinnovabili (solare).
Ondate di calore, consumo energetico, consumo del suolo, il verde, traffico…. Il futuro è dato dalla capacità di compiere le scelte essenziali in più ambiti e mettere da parte le nostre “comodità” e abitudini. Si crede che a livello locale nulla si possa fare, che poco contino le amministrazioni comunali. Per qualcuno: “Non ci salva il voto e neppure il non voto“. Certamente ci salvano azioni concrete, come quelle di “Ozze” (“che schifo!”), efficace espressione dialettale scelta a Manfredonia da un gruppo per spingere alla pulizia e alla cura della città.
Ma altre possono essere le azioni a livello locale. A Manfredonia nel mese di settembre di qualche anno fa c’è stata una misurazione empirica del traffico in due punti: Lungomare Nazario Sauro e viale Michelangelo. In un’ora (9-10) sono transitati ca 500 veicoli. Oltre il 95% auto private, 4-5 biciclette e scooter, una decina di veicoli di servizio… L’spetto più eclatante: le auto con il solo guidatore erano la quasi totalità. Che fare? Le piste ciclabili sono fallite. Come pure vari progetti di biciclette concesse ai ragazzi delle superiori o in affitto. Come rompere il circuito vizioso che spinge a usare l’auto proprio per evitare il traffico intenso e insalubre? Perché non riprendere “Pedibus”? Percorsi sicuri casa scuola come richiesto quasi unanimemente dalle famiglie in un questionario di vari anni fa?
Piazza Duomo, del Popolo, Diomede, Maestri d’Ascia, Quattro piazze contigue e totalmente pavimentate (forse occorre ipotizzare la depavimentazione!). Sono fruite solo dai giovani per la notte. Per anziani, bambini, persone con una limitata autosufficienza spazi pubblici importanti sono quelli nei pressi della propria abitazione: la strada alberata, la piccola piazzola, il vicolo, il marciapiede che devono essere curati e protetti, difendendo i pochi alberi e limitando il parcheggio.
Il voto serve e si possono stimolare liste e candidati a sostenere azioni per mitigare il calore estremo. Certamente non quel candidato che, di fronte all’urgenza di nuovi invasi idrici, vista l’insufficienza della Diga di Occhito, rispondeva: “Tanto ci sono i dissalatori”. Oltre agli alberi lungo i viali nella città, salvare le pinete, quelle di Siponto, del Golfo, della Riviera Sud… Piantare 1 milione di alberi nel Tavoliere è possibile. Erano centinaia di migliaia lungo i canali, i torrenti, le strade negli anni 50 -60. Formidabili frangivento contro il caldo Favonio.




