Chi sono
Sono nato a s. Giovanni Rotondo (FG), all’inizio del dopoguerra. Le scuole elementari a Manfredonia (dove abitai un paio di anni in via IV Novembre, in fondo alla strada il cinema Arena S. Lorenzo), e in campagna nella scuola rurale di Giordano Ramatola. A Manfredonia maturò la passione per il cinema, rubavo i soldi a mia madre per andarci e portarci i miei amici di via IV Novembre. Poi il collegio dei Salesiani. Le scuole superiori, la laurea a Bari con una tesi su Maine de Biran, filosofo tra illuminismo e Romanticismo. Negli anni universitari, esperienze di lavoro in campagna (raccolta delle barbabietole e dei pomodori) e “vita comunitaria”: una squadra di calcio (non avevamo nemmeno le scarpe, ma vincemmo un torneo tra le borgate agricole), e lunghe serate a discutere dei film che vedevamo in televisione (arrivò nel 1963), a parlare di guerra e d’amore, ma, sotto il cielo stellato del Tavoliere, la storia e il mistero dell’universo affascinava. Esperienze di lavoro anche all’estero. A Kalsruhe, in Germania. Lì ho vissuto il dramma della non conoscenza della lingua. Uscivo la sera tardi con un amico, emarginato come me, solita birreria: “svai bier und svai glass”. Ho fatto il servizio militare come ufficiale di complemento. Gli ultimi sei mesi al CAR (centro addestramento reclute) di Secondigliano (Napoli). Comandante di un plotone di circa 100 uomini, che bisognava “inquadrare”. Venivano da tutte le regioni, con un livello di istruzione bassa. I bersaglieri dovevano solo correre. Alcuni con problemi di giustizia.
Gli anni di Monte S. Angelo. La mia generazione è stata fortunata. Io avevo diverse possibilità di lavoro. Fui nominato docente di italiano e latino al Liceo classico di Monte S. Angelo. Fu una scoperta positiva. Introdussi novità? Era solo buon senso: leggere direttamente i testi, stimolare a giudizi personali. E poi l’uso della biblioteca, la scuola aperta al pomeriggio, la “drammatizzazione” delle cose studiate. In quegli anni si aprì una collaborazione con i giovani dei gruppi “extraparlamentari” e la possibilità di operare in una parrocchia, guidata da giovani frati: teatro (Garcia Lorca), cineforum (film sul Sud, la donna…), doposcuola, con una indagine preliminare casa per casa e la scoperta del triste fenomeno delle vedove bianche. Un periodo che terminò con il referendum sul divorzio, quando i frati vennero trasferiti (si erano schierati un po’ troppo).
Anni settanta a Manfredonia. Nel frattempo l’amore, il matrimonio, i figli… Al Liceo scientifico per tanti anni, l’esperienza sindacale, molte attività con gruppi giovanili. Diversi i giornali al ciclostile nati in quegli anni: Speciale scuola, Notiziario dei lavoratori, il pellerossa, Unità popolare… Poi il teatro politico: La resistenza continua; Processo al disoccupato; Tutti a scuola in fila per tre; Mistero buffo (in dialetto montanaro). E la radio, una delle prime in Italia, messa in piedi nei giorni in cui moriva Pasolini. Radio Gargano Democratica: funzionò solo qualche mese. Poi alcuni sostenitori legati al PCI si ritirarono (tanto non c’era futuro per le radio private! Così diceva il Partito), lasciandomi con qualche debito.
La scuola era sempre al centro e tanti erano i piccoli esperimenti per non annoiarmi (e non annoiare). Non mi sono “perso” una occupazione (o i tentativi di autogestione e cogestione…). Nella scuola al pomeriggio, con la biblioteca aperta, il cineforum… ci stavo volentieri, ci portavo anche i miei figli piccoli. Le pellicole arrivavano dalla Sanpaolo di Bari, e sempre c’era il timore che non giungessero in tempo. A fine anni settanta scrissi L’arsenico e l’ulivo, racconto dello scoppio della colonna di arsenico all’Anic e della mia esperienza sindacale e politica, che si concludeva.
Gli anni Ottanta. L’incontro con un parroco che costruiva una nuova parrocchia: “Ho un gruppo di giovani…”. Iniziammo con il teatro: Processo a Gesù, L’avventura di un povero cristiano, Al Dio ignoto, Annuncio a Maria, Processo a Shamgorod… Opere complesse, molti personaggi (perché molti erano i giovani da impegnare), tanto entusiasmo. Incontri, convegni, cineforum… Il vescovo Vailati mi volle nella segreteria del Sinodo. “Io sono laico, eccellenza!”, dissi. “Anch’io lo sono” fu la risposta.
Negli anni Ottanta, l’Università della terza età. Accettai la direzione dei corsi, perché mi piaceva lo spirito di “leggerezza”, le lezioni si chiamavano “conversazioni”. Una esperienza che è durata oltre 25 anni. Poi l’incarico nella scuola superiore di grafologia a Foggia di Storia e antropologia della scrittura e successivamente anche di Epistemologia delle scienze umane.
Alla fine degli anni Ottanta l’incontro con gli Scalabriniani: l’associazione interetnica migrantes (AIM), il giornale le radici e le ali, il cinema africano, il libro Immigrati a Manfredonia, i campi di accoglienza.
Anni Novanta. Scrivevo su vari giornali: I protagonisti, Elpis, Il Corriere del Golfo… Il vescovo D’Addario mi chiamò a dirigere il settimanale diocesano del quotidiano Avvenire e l’Ufficio delle Comunicazioni sociali. “Poche le notizie religiose. Rare le fotografie del vescovo” – “E’ quello che voglio”, mi rispose. Man mano si creò un gruppo vivace e diversificato. Le pagine settimanali sull’Avvenire da una divennero due, e tanti gli opuscoli: I percorsi del giubileo, percorsi dell’estate, sull’arte della politica… Molti si affacciavano in quello “sgabuzzino” a fianco alla Cattedrale. Cineforum, convegni, dibattiti politici: la televisione e i bambini, la violenza e la guerra, le parole e il sacro, la comunicazione interculturale. E sempre la scuola, cercando di capire i cambiamenti: fui responsabile del progetto giovani, referente del progetto qualità…
Assessore a welfare e cultura. A fine 0ttobre 2003 il sindaco di allora mi propose l’Assessorato alle politiche sociali e culturali. Un lavoro intenso per attuare il primo piano sociale di zona, insieme ad altri comuni del territorio, con la progettazione di nuovi servizi per l’infanzia, la disabilità, la domiciliarità, e la ricerca di nuove forme di partecipazione: coordinamento dei quartieri, forum giovani, consulta donne… Fui confermato per due mandati con sindaci diversi.
I libri. “L’arsenico e l’ulivo”; Chi ha bruciato quel portone …; Torre di re; Dialogo sulla morte; SipontoManfredonia – storia di una città del Sud; Colloquio di Lorenzo con la madre.
Futuri paralleli. Sogni e piombo. Dal 2016 curo il blog “Futuri paralleli” e negli ultimi anni ho lavorato alla costruzione di un sito web sugli anni di piombo. Il racconto di un decennio di trasformazioni sociali, stragi e attentati. Un periodo già ampiamente raccontato, noi (io e Roberto) abbiamo compiuto un lavoro diverso, una storia “spezzettata”, lungo una linea del tempo verticale e orizzontale: anno per anno e seguendo quattro percorsi: gli eventi, il contesto, i ritratti, le parole. Potete collegarvi su “Sogni e piombo”.
