A Cerignola c’è il pezzotto. A Manfredonia il drugstore… sono i nuovi distretti produttivi

POLITICA LOCALE

La Capitanata ha perso negli ultimi anni quasi il 4% dei residenti (quelli ufficiali almeno) e non c’è alcuna inversione di tendenza. La situazione più preoccupante di tutto il Meridione. Ora a condizionare ancor più questo territorio è la criminalità.

La Commissione Antimafia riunitasi a Foggia ha detto cose preoccupanti e cariche di interrogativi.

Quarta mafia. In Capitanata vi è una mafia potente e organizzata, divisa in tre tronconi: società foggiana, mafia cerignolana, mafia garganica, che, rispetto ad altri territori, è di una ferocia inenarrabile.

Criminalità diffusa. Impressiona la capacità del fenomeno mafioso di relazionarsi con la microcriminalità. Un fatto nuovo, perché altrove la criminalità organizzata si sente quasi disturbata da quella comune e la tiene sotto controllo, diventando in qualche modo rassicurante nei confronti dei cittadini. A Foggia invece accade un fatto strano: la criminalità comune viene alimentata e utilizzata.

Criminalità nascosta ed evidente. Si spara anche in pieno giorno. Segno di padronanza dello spazio pubblico. Poi c’è la “lupara bianca” a Mattinata, Monte, Vieste. Si scompare di giorno o di sera, in città che diventano improvvisamente “deserte”. La criminalità, però, non sta solo là dove si uccide!

Economia criminale. Vieste snodo di traffico per la droga. Mercato enorme. Sono state sequestrate decine di quintali che avrebbero dato un ricavo equivalente al bilancio di un comune come Vieste. Pare che quella sequestrata sia una parte esigua rispetto a quella consegnata. E’ l’economia criminale che poi ricicla.

Infiltrazione. Non ci sono elementi, per ora, per parlare di una presenza nei comuni, ma pare strano, vista la forza e la determinazione. Ad allontanare i sospetti non sono sufficienti “sindaci per bene”.

Omertà. La costituzione di parte civile è ancora una rarità. L’omertà è quasi una piaga atavica. Qualche associazione anti racket fa capolino, ma pochi sono i soci e scarse le iniziative.

Immigrazione. Nel Tavoliere ci sono fenomeni legati alla criminalità. La situazione è quella degli scorsi anni. Il Gran ghetto è stato sgomberato, ma i ghetti restano. Non ci sono bacchette magiche, si deve puntare sull’accoglienza e lavorare su molteplici aspetti.

Sono dichiarazioni di membri della Commissione antimafia e di procuratori della Repubblica. Era logico aspettarsi incontri in Provincia, la convocazione di qualche Consiglio comunale, la presa di posizione di sindacati, partiti, associazioni di categoria… Forse i membri della Commissione sono stati così loquaci per provocare una riflessione nel territorio! Si richiedono, invece, incontri con Minniti. Il ministro degli Interni potrebbe rispondere: “Le forze di polizia sono aumentate. Dobbiamo curare, è vero, le specializzazioni del personale e la capacità di intelligence… Ed è solo questa la via? Non vi pare che forse c’è bisogno anche di altro?”.

Nei giorni scorsi il convegno a Foggia dell’AIGA (giovani avvocati); le relazioni hanno parlato di “poteri criminali che giorno dopo giorno stanno penetrando nel tessuto socio economico… Un forte degrado che trova terreno fertile in una sorta di illegalità diffusa” (Di Corrado).  “Situazione in Capitanata drammatica, società civile foggiana poco reattiva. Questa terra è infestata dalla criminalità organizzata, di cui finalmente nessuno più nega l’esistenza” (Infante). E poi Antonio Palumbo (attualmente presidente della sezione penale al Tribunale di Napoli e per molti anni in servizio a Foggia): in Capitanata ci sono alcuni distretti produttivi sui generis: a Cerignola distretto del “pezzotto” (ricambio per auto), senza dimenticare estorsioni e assalti a portavalori; a Manfredonia e San Severo il “drugstore”. Il drugstore? Grande magazzino, con orario continuato, vende ogni genere di prodotto e offre servizi di intrattenimento e ristorazione.

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