“Io ho visto appiccare il fuoco”. Cronaca di incendi tentati, di umori e malumori di una città.

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Giorno 7 agosto. Ore 7,30, intravedo un fumo leggero mentre percorro la strada delle saline. “Il solito sciocco che brucia stoppie o frasche”, penso. Come la sera prima.

Il pomeriggio del 6 è stato angosciante. Prima fumo, lontano, poi è cambiato il vento e Siponto si impregna di odore acre. Ho pensato che nel pomeriggio, nelle campagne intorno, hanno bruciato sterpaglie e altro… Non si poteva stare né in casa, né fuori. La sensazione aspra in gola del fumo mi è rimasta a lungo. Povera Siponto, in pochi giorni: mare inquinato, Oasi in fiamme, Canadair, West Nile, quasi 24 ore senza acqua…

Dopo alcuni minuti sono costretto a tornare indietro per una dimenticanza, imbocco viale dei Pini. Un primo focolaio di incendio da poco spento, vicino all’allevamento dei bufali. E’ mattina inoltrata, e non penso a un piromane. Vedo da lontano la strada bloccata, persone lungo la via. Un fumo denso ed anche fuoco vivo, si distingue un automezzo dei vigili del fuoco. C’è una signora che grida: “L’ho visto, un ragazzo con la bicicletta, ha appiccato prima più avanti e ora qui… abita mia sorella… stavano dormendo… c’è il fuoco intorno alla casa… Stavolta ci sono le telecamere!”. Altri appaiono disorientati, increduli… “Sono disumani, già hanno appiccato poco prima e l’abbiamo spento. E ieri ancora, in pineta. E ora qui… ci abitano le persone!”. Si respira proprio la sensazione dell’assedio, dell’impotenza, della rabbia. Torno indietro lungo viale dei Pini, davanti alla “Laguna del re”, un gruppetto di persone. Ho detto del fuoco, che era stato visto un ragazzo con la bicicletta… Una donna sussurra a chi le sta accanto: “Quello con la bicicletta è passato di qua alcuni minuti fa”.

Imbocco la strada verso Manfredonia, prendo viale degli Eucalipti, parallelo al viale dei Pini, un’auto grossa ferma e un signore che guarda verso il luogo dell’incendio. Passo oltre… Potrebbe essere il mandante? Sta lì per osservare le conseguenze dell’atto di un suo scagnozzo assoldato? Forse ho visto troppi film gialli e mi sto facendo prendere anch’io da manie complottiste. Mafia, clan, mandanti… ormai qui spiegano tutto.

Una giornata pesante a Manfredonia. Cupa, fosca, senza sole… E forse anche la gente è così. Qualcuno mi saluta e dico dei roghi. Di persone  che sono state svegliate, “con il fuoco sulla soglia“ “Ah, sì. Ma li Sono tutti abusivi”. Capisco che non è giornata. “Manfredonia è una città meteorologica. Si abbatte e si entusiasma. Io mi sto trasferendo qui da Foggia e non so se faccio bene” mi dice un’amica avvocato. “Ho sentito giorni fa in Consiglio comunale il dibattito noioso sulla questione di genere, io voglio essere rispettata, chi se ne frega se mi chiamano avvocata o avvocato… Ed ora si assiste a uno scontro tra amanti della quiete e melomani“. Si sofferma ammiccante su “melomani”, contenta che ho colto il gioco di parole. “C’è pure un governo ombra. Stanno lì sempre sui social… E nessuno parla che ovunque ti giri devi chiedere favori, per una visita medica, una pratica comunale...”. “E vuoi trasferirti qua?” – Sorride, forse convinta di avere esagerato. “Eppure – dico – non è male. E’ una città che lascia vivere. Cambia colore, aspetto, umore secondo le stagioni, le case bianche, che ancora si intravedono, i mercati… ricordano una città mediterranea, indolente e sensuale; e poi, nei giorni di pioggia, malinconica e avvolta in se stessa, sembra Amsterdam”. Esagero anch’io, e dimentico che larghe fasce della popolazione spesso si “disimpegnano” da senso civico e morale… senza sensi di colpa.

Torno nei luoghi dell’incendio. “Perché tanta cattiveria?”, il personale antincendio è stanco. Sanno che accadrà ancora. Si chiedono se sulla bicicletta c’era un ragazzo o un adulto, le telecamere non permettono di distinguere niente! Senza di esse non si sa che fare. E le forze dell’ordine?  Durante la pandemia passavano le auto di polizia, carabinieri, finanza, polizia locale. Lo stesso giro intorno alla città nella stessa fascia oraria.

Torno a casa, leggo su giornali on line opinioni di imprenditori  e imprenditrici, per loro,  la libertà di musica e consumi deve essere assoluta, la movida senza regole. Trovare un’intesa? Non sanno cosa sia. Mi pare di vivere in città diverse. Giorno 8 agosto. Nessuna segnalazione sui giornali dei fatti accaduti. Ho la sensazione di aver fatto un sogno.

Secondo gli studiosi di environmental criminology, il degrado di un luogo è un importante fattore che innesca comportamenti criminosi e violenti. E’ il principio della finestra rotta, ogni vetro non sostituito invita a tirare un sasso e… l’intero edificio può andare in rovina in breve tempo. La finestra rotta riguarda anche la tenuta democratica, la società civile, la cittadinanza? E’ il caso di Manfredonia?

N. B. vi ricordate la protezione aerea invocata dalle associazioni nella lettera al colonnello comandante di Amendola? Il “32 stormo” vola nei cieli dell’Estonia, per proteggere l’Europa. La protezione dei nostri luoghi spetta alla comunità. Anche di quelle zone della pineta segnate come zona militare e base logistico – addestrativa.


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