Il vangelo di Giorgia e Matteo… L’uso della religione e l’inquietante paternità di Giuseppe.

CULTURA

La “natività” non si esaurisce con il giorno di Natale. Continua fino all’Epifania. Come profili e post dei sovranisti che inneggiano al presepe e alla Sacra Famiglia. Lo fanno per propagandare la loro idea di famiglia (e non solo), difendere le tradizioni (e non solo).

Non vergogniamoci della nostra identità. Difendiamo le nostre radici, le nostre tradizioni”. Qui è Giorgia. C’è la grotta, la capanna… ma il senso è impoverito per sottolineare forme e rivendicazioni identitarie. “Maria  – la madre. Giuseppe – il padre. Buon Santo Natale. Sperando che in Europa nessuno si offenda”. Questo è Matteo Salvini. Con il riferimento alle linee guida comunicative della Commissione europea (poi ritirate) che invitava a non usare negli auguri la parola Natale. Una festa divenuta certamente consumistica, ma che continua a comunicare sentimenti di accoglienza e condivisione ed ha contagiato più d’ogni altra festività l’arte, la letteratura, la musica. Un intervento “europeo” stupido” e non trovo un altro aggettivo.

Se poi alle sottolineature identitarie sopra riportate aggiungiamo gli slogan sui bambini che hanno bisogno di mamma e papà (biologici!); gli avvertimenti, “giù le mani dai bambini”; le polemiche sui fatti di Bibbiano, quando Di Maio, Meloni, Salvini facevano a gara a chi arrivava primo… allora ci troviamo di fronte a un uso “politico” di drammi familiari, senza offrire indicazioni e proposte sulla protezione dell’infanzia. Oggi questione urgente: alle donne vittime di femminicidio si affiancano numerosi i bambini maltrattati e uccisi (in famiglia). Episodi che sono gettati nell’arena informativa senza alcun tentativo di analisi politica e culturale.

L’uso della religione dei sovranisti mostra vistose forzature. L’incarnazione di Gesù nel ventre di Maria di Nazareth, afferma la natura umana e divina di Cristo. La verità di una fede ardua e “folle”, che Giuseppe inizialmente non accetta. Si ribella, come avrebbe fatto qualsiasi sposo. Nel vangelo di Luca Giuseppe è assente. Maria fa tutto da sola: partorisce, fascia il bambino, lo depone nella mangiatoia. Nel Vangelo di Matteo, Giuseppe non crede e vuole abbandonare la sua sposa, poi un angelo gli appare, poi la semplicità di Maria che racconta… Nell’apocrifo di Giacomo, Giuseppe va in cerca della levatrice e quando torna, tutto è finito e la levatrice non può fare altro che constatare che Maria è vergine.

Figura minore Giuseppe? Egli è chiamato da Dio a prendere in consegna Maria sua sposa, incinta di quello che è generato dallo Spirito Santo. Il falegname è il custode di Maria e del figlio. Acquista rilievo negli ultimi due secoli e ancor più con questo Papa. Giuseppe è il padre putativo, adottivo… Una vera paternità che “supera” quella biologica, perché nel segno dell’accoglienza, dell’amore, dell’adozione.

L’affido, la verifica delle competenze genitoriali sono cose serie, complesse, delicate. L’adozione mite era il titolo di un convegno importante tenutosi anni fa a Manfredonia, per un’adozione capace di tenere insieme le risorse delle famiglie e per una nuova giustizia minorile. Non è un atto dall’alto, di un giudice che stabilisce e sancisce! Di fronte ai molti fatti tragici che accadono, non servono slogan, ma Servizi Sociali preparati e professionisti competenti, con l’unico fine di proteggere i bambini, eliminando ogni ostacolo che impedisca alle famiglie di svolgere il proprio ruolo e individuando, quando si renda necessario, nuclei familiari accoglienti e ricchi di umanità. Proprio ieri 5 gennaio, Papa Francesco ha detto: se non fate più figli, adottateli… Non un ripiego, ma un’azione generosa e bella.

L’uso dei simboli religiosi lo abbiamo visto nel passato e lo vedremo nel futuro. Nel 2018 e 2019 c’era la corsa a Padre Pio. Il primo ministro Conte in Tv da Vespa parla degli insegnamenti ricevuti e mostra l’immaginetta del Santo che porta sempre con sé. Salvini visita Pietrelcina (rendo omaggio a un grande uomo che ho studiato, appreso, cui chiedo consiglio) Non è da meno Di Maio che visita le strutture create da Padre Pio. Per il governo sovranista di allora era un “Santo del popolo“. Servono queste “comparsate” televisive? I credenti sono pochi, ma c’è un vasto “sentire religioso e cattolico“…

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn