L’ Italia mancata. Il massacro del Circeo e le lettere luterane di Pasolini.

CULTURA

Il massacro del Circeo: tra il 29 settembre e il 1 ottobre 1975 trentacinque ore di sevizie e crudeltà. Una ragazza Rosaria Lopez 19 anni ammazzata e un’altra Donatella Colasanti di 17 anni chiusa nel bagagliaio, creduta morta. Gli autori tornano a casa, ai Parioli, il giorno dopo avrebbero provveduto a sistemare i corpi. Qualcuno sente una voce flebile, avvisa la polizia, che risale ai tre assassini, giovani intorno ai 20 anni. Al processo il Pubblico Ministero dice: “Il massacro del Circeo è stato il delitto del più forte sul più debole, del ricco sul povero, del maschio sulla femmina, del giovane dei Parioli su quello delle borgate”. In quel massacro ci sono aspetti che ritroveremo tante volte: il branco, il femminicidio, la sensazione di impunità (tra sei mesi usciamo, dice uno dei tre), il gusto della violenza, il disprezzo della donna.

Il fatto suscita indignazione e interrogativi. Ne scrivono tanti, meravigliati, sorpresi. Italo Calvino, sul Corriere della sera, dice: “I responsabili sono in molti e si comportano come se quello che hanno fatto fosse perfettamente naturale, come se avessero dietro di loro un ambiente e una mentalità che li comprende e li ammira”. Il delitto avviene “nella Roma di oggi… nel clima della permissività assolutadi irresponsabilità sociale…”. Pasolini risponde aspro, sdegnato, risentito. Non basta descrivere, egli scrive, ci si deve chiedere: perché?

Erano le domande di Pasolini di quegli anni, le sue provocazioni “luterane” alle quali nessuno rispondeva. Pasolini ha da ridire sui capri espiatori (“parte della borghesia”, “Roma corrotta, “neofascisti”). I poveri delle borgate romane, i giovani del popolo, sostiene,  possono fare le stesse cose dei giovani dei Parioli. Sono diventati “brutti, sporchi e cattivi”. La fonte della corruzione è più vasta, non solo la borghesia, è il paese intero che è contagiato.

“L’Italia del 1975 è cresciuta economicamente, ma una valanga di delitti la sommergono. Ci sono periferie dove vi è coprifuoco“. E’ peggio del 1945: non ci sono macerie di case e monumenti, ma di valori, umanistici e popolari. E il mal governo è consistito nel “non aver saputo far sì che i beni superflui fossero un fatto positivo”. Sono stati, invece, un fatto corruttore, di selvaggia distruzione di valori, di deterioramento antropologico, ecologico. Si è affermata una nuova cultura, in cui tutto è possibile, è avvenuto “un genocidio delle culture particolari”. E’ sufficiente guardare gli adolescenti per strada, e si vedono “visi scavati, infelici, indecifrabili, deboli, presuntuosi… Essi non hanno luce negli occhi, non sanno ridere o sorridere, sanno solo ghignare e sghignazzare”. E i padri non possono limitarsi a “capire”… Tra le “lettere luterane” (pubblicate postume) sono state trovate tre poesie rivolte dai ragazzi ai maestri e ai padri: smettetela di “trattarci come scemi” e di parlarci solo dei diritti. Diteci i “nostri doveri, ché ai nostri diritti, se vorremo, ci penseremo noi“.

Pasolini non era contro il consumismo, ma contro il consumismo italiano. “I beni superflui possono essere permessi solo a patto che siano assicurati i beni necessari: case, scuole, ospedali, musei e gli altri servizi pubblici. Come avviene in tutti i paesi europei”. Da qui nascono in quel 1975 le sue provocazioni: abolizione della scuola pubblica e della televisione che creavano una mentalità borghese, di arricchimento e ricerca del superfluo senza curare il necessario. E Il processo (metaforico) alla Democrazia cristiana (a quella del decennio 1965 – 1975). L’accusa: disprezzo dei cittadini, convivenza con la mafia, distruzione del paesaggio, delle città, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (responsabilità aggravata dalla sua totale inconsapevolezza), responsabilità della condizione delle scuole, ospedali, abbandono selvaggio delle campagne…  A queste provocazioni il silenzio di tutti. “Nessuno è intervenuto ad aiutarmi ad andare avanti“, così scrive il 30 ottobre sul “Mondo“. Il 2 Novembre l’assassinio a Ostia.

Sulla rivista Endoxa (Novembre 2017), bimestrale on line del Dipartimento studi umanistici /Università di Trieste, questo tema (Le lettere luterane di Pasolini) è da me ampliato e approfondito .

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