L’onda silenziosa dei Novantenni. Come muta il paesaggio demografico e urbano.

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Trasformazioni silenziose, senza rumore, senza preavviso. Sono impercettibili, si producono sotto i nostri occhi, ma non le vediamo.

Prendiamo il riscaldamento globale, racchiude tanti elementi legati, intrecciati, che non percepiamo. C’è la scienza che ci avvisa, ma serve a poco. Le rivoluzioni sono state così violente, perché non si è saputo cogliere per tempo le sofferenze…. “Il popolo non ha pane”. “E voi dategli le brioches”, si dice abbia risposto Maria Antonietta, regina di Francia. Non si percepiscono i figli che crescono e non ci percepiamo noi che invecchiamo. Poi capita qualche evento e siamo riportati bruscamente alla realtà. Nel mondo occidentale si sono indicati, nel corso del tempo, i confini della vecchiaia, oggi divenuti mutevoli e incerti.

Tutti sanno che la denatalità è un problema serio e grave. Eppure continuiamo a sorprenderci quando le classi diminuiscono e gli asili nido non sono più richiesti. E ora, per il Carnevale, arriva la ex sfilata delle meraviglie, ma i bambini sono un quarto di una quindicina di anni fa! Non ci accorgiamo dei giovani che sono andati via, però avvertiamo che mancano energie fresche e creative intorno a noi.

L’indice di invecchiamento è diventato altissimo. Nessuno ci fa caso. Ora, però, i dati dei grandi vecchi si impongono da soli. In Italia i Novantenni, tra il 1992 e il 2024, passano da 197.000 a 870.000, un aumento del 350%. Aumentano del 29% i 60enni, del 64% i settantenni, del 108% gli ottantenni. Un dato che lascia intendere che ci sono fasce critiche dal punto di vista della sopravvivenza, superate le quali il corpo diviene più resistente. Gli anni 60 costituiscono uno spartiacque, che coincide con la pensione o con una fase di prepensione (“mi mancano 2 o 3 anni”, dicono sospirando molti), in cui interessi, stili di vita… avrebbero bisogno di qualche correzione. Gli anni Sessanta sembrano quelli in cui si annidano i rischi maggiori; superati i quali si procede spediti. L’aumento di 90enni fa capire che ormai si è entrati in un’età in cui, superata la soglia, molto elevata, degli 80 anni, le difese organiche sono diventate così forti da rendere il corpo attrezzato e resistente, pur in decadenza.

Esaminiamo alcune cifre di questo territorio. A Manfredonia gli ultra 90enni sono ca 750, in Provincia di Foggia sono 7.300. L’aumento di questa fascia si avvicina al 400% rispetto a 30 anni fa. Allarghiamo lo sguardo a quello che c’è prima. La fascia degli 80enni che “premono” sono a Manfredonia 3200, in Capitanata sono 33.700. C’è poi scalpitante la fascia dei settantenni. A Manfredonia sono 6.000, a Foggia superano i 60.000. In Capitanata la popolazione oltre i 70 anni supera ampiamente i 100.000 abitanti. Tralascio altri dati: il genere (dopo i 70 anni le donne sono in netta maggioranza), la crescita di persone che restano sole… Si possono fare ulteriori considerazioni su come si invecchia al Sud rispetto al Nord e quanto pesano i figli e i nipoti lontani.

Un amico prete esce con circospezione, attento alle variazioni meteo: “Credo che abbiamo il dovere di mantenerci in buona salute, per quelli vicini a noi che ci devono assistere, e anche per le risorse pubbliche”. Ci sono strategie individuali. La palestra, le diete, rimanere magri.. è facile scorgere uomini e donne, gambe esili, snelli, si muovono anche quando sono fermi (contano sempre i passi)… A  che età si vuole arrivare? A 90 sicuramente, comunque sia. Nonostante si dica che non conta aggiungere anni alla vita, quanto vita agli anni.

I dati complessivi fanno pensare a un futuro problematico; non bastano le case di riposo. Se si creassero paesi per vecchi? I privati ci stanno già pensando e una cordata a Manfredonia ha acquistato la vasta struttura dell’ex Nicotel per fare un centro di servizi socio – sanitari per anziani. Le cure sanitarie sono sempre guardate con attenzione. Giorni fa ho incontrato un amico, l’avevo visto l’ultima volta un paio di anni fa, era “cadente”. “Oh… ti vedo vivo e bene!” “Eh, l’intervento all’anca… ha fatto miracoli”.  L’ortopedia ha salvato molti!  

E’ un universo inquieto. Sono triplicate separazioni e divorzi (senza giudice), le convivenze… Si usano espressioni come “abbandono affettivo” . Un universo da ascoltare. Il giorno delle “ceneri” le chiese erano piene. Si ha pure bisogno di confrontarsi sulla morte, un tema oggi difficile da affrontare per tutti. Un mondo variegato, Dopo gli anni Settanta le donne aumentano vertiginosamente fino ad arrivare all’80%. A Manfredonia delle 750 novantenni, 500 sono donne. La cooperativa teatrale “Bottega degli apocrifi” ha chiamato le donne dai 16 ai 116 anni alla rivolta, a mettere il mondo sottosopra… Una sorta di Cavalcata delle Valchirie. Io penso piuttosto al coro del Nabucco o a quello a bocca chiusa di Madame Butterfly, tra ricordo e speranza di cogliere ancora bellezza e conoscenze. Senza infingimenti e finzioni. “Non togliermi neppure una ruga, le ho pagate care“, diceva Anna Magnani al suo truccatore.


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